Santa Ruba

San Biagio 2017. Benedizione della gola

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dedicato al Santo del 3 febbraio.
 
 
Un tempo tutti i bambini dovevano essere benedetti a San Biagio. Forse anche gli adulti, in tempi più recenti, non sapevano più il perché, ma era rimasto, conscio o inconscio, il ricordo di una malattia della gola, spesso mortale, che attaccava soprattutto i bambini: la difterite. Fino ai primi dell’Ottocento fu confusa con altre malattie della gola. Era detta con un termine generico, ora obsoleto, squinzania, che indicava diverse affezioni morbose della gola: dalla semplice infiammazione della faringe a quella che veniva chiamata soffocazione, anche velo perché la gola cominciava a velarsi, e placche, perché sul palato si formavano placche le quali, moltiplicandosi,
 

portavano all’impossibilità di respirare. Quando si presentava il mal di gola in un bambino, cosa assai frequente in inverno (intorno alla festa del Santo), la famiglia tremava fino alla sua guarigione, perché si sapeva come poteva finire. Si comprende bene come la disperazione nei secoli spingesse a cercare protezione da una malattia inesorabile che colpiva soprattutto gli esseri più deboli e amati della famiglia.
 
Adesso, anche se abbiamo la vaccinazione e tanti altri rimedi, continuiamo ad affidarci alla provvidente benedizione di Dio, facendo memoria del nostro passato, confidando con tutta la nostra fiducia nel Padre e, magari, aiutando concretamente quanti, nei paesi più arretrati, hanno bisogno che tanti fratelli cristiani, in onore di san Biagio, li aiutino a combattere le malattie che il benessere (non goduto da tutti) ha sconfitto.
Benedictio candelarum
in festo sancti Blasii episcopi et martyris


V.
 Adiutórium nostrum in nómine Dómine.
R. Qui fecit cælum et terram.
V. Dóminus vobíscum.
R. Et cum spíritu tuo.

Orémus.

Omnípotens et mitíssime Deus, qui ómnium mundi rerum diversitátes solo verbo creásti et ad hóminum reformatiónem illud idem Verbum, per quod facta sunt ómnia, incarnári voluísti: qui magnus es et imménsus, terríbilis atque laudábilis, ac fáciens mirabília: pro cuius fídei confessióne gloriósus Martyr et Póntifex Blásius, diversórum tormentórum génera non pavéscens, martýrii palmam felíciter est adéptus: quique eídem, inter céteras grátias, hanc prærogatívam contulísti, ut quoscúmque gútturis morbos tua virtúte curáret; maiestátem tuam supplíciter exorámus, ut non inspéctu reátus nostri, sed eius placátus méritis et précibus, hanc ceræ creatúram bene+dícere ac sancti+ficáre tua venerábili pietáte dignéris, tuam grátiam infúndendo; ut omnes, quorum colla per eam ex bona fide tacta fúerint, a quocúmque gútturis morbo, ipsíus passiónis méritis, liberéntur, et in Ecclésia sancta tua sani et hílares tibi gratiárum réferant actiónes, laudéntque nomen tuum gloriósum, quod est benedíctum in sǽcula sæculorum. Per Dóminum nostrum Iesum Christum Fílium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculorum. R. Amen.



Et aspergantur aqua benedicta.

Benedictio gutturae
Deinde Sacerdos duos cereos, in modum crucis aptatos, apponit sub mento gutturi singulorum, qui benedicendi sunt, ipsis ante altare genuflectentibus, dicens:

Per intercessiónem sancti Blásii, Epíscopi et Mártyris, líberet te Deus a malo gútturis, et a quólibet álio malo.  In nómine Patris, et Fílii, + et Spíritus Sancti. R. Amen.
Benedizione delle candele

per la festa di San Biagio vescovo e martire

V. Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
R. Egli ha fatto il cielo e la terra.
V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.

Preghiamo.

Dio onnipotente e ricco di bontà, tu hai creato la varietà di tutte le realtà di questo mondo con la sola tua parola, e per la salvezza degli uomini hai voluto che la tua Parola stessa, per mezzo della quale sono state fatte tutte le cose, si incarnasse. Tu sei grande, immenso, terribile e degno di lode, e compi meraviglie. Per confessare la fede in te il glorioso martire e vescovo Biagio, non temendo un gran numero di tormenti diversi, ha conquistato la felicità della palma del martirio; e a lui, tra le altre grazie, hai affidato questa prerogativa: di curare cioè, per la tua potenza, qualunque malattia della gola. Supplichiamo dunque la tua maestà di non guardare al nostro peccato, ma - per intercessione dei meriti e delle preghiere di San Biagio - ti chiediamo, per la tua pietà degna di onore, di bene+dire e santi+ficare questi ceri. Infondi in essi la tua grazia affinché, per i meriti del martirio di San Biagio, siano liberati da ogni malattia della gola tutti coloro che con fede sincera riceveranno l’imposizione di questi ceri sul proprio collo; possano costoro renderti grazie nella santa Chiesa, sani e gioiosi, e lodino il tuo nome glorioso, che è benedetto nei secoli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

E asperge le candele con l’acqua benedetta

Benedizione della gola
Poi il sacerdote pone le due candele incrociate sotto il mento, alla gola di quanti desiderano la benedizione. Questi si inginocchiano davanti all’altare, mentre il sacerdote dice:

Per intercessione di San Biagio, Vescovo e Martire, Dio ti liberi dal mal di gola e da ogni altro male. Nel nome del Padre e del Figlio + e dello Spirito Santo. Amen




Testo preso da: La benedizione di San Biagio http://www.cantualeantonianum.com/2009/01/la-benedizione-di-san-biagio.html#ixzz4VpFbFDGm 
http://www.cantualeantonianum.com 

Interno della Chiesa della Confraternita: Il meraviglioso quadro raffigurante la Madonna delle Grazie del maestro Cecchino Cesareo è stato in maniera irreparabile danneggiato dalla mancata manutenzione del tetto soprastante che ha permesso all'acqua di danneggiare il dipinto.

Pubblichiamo con gran piacere nel nostro sito la poesia di Padre Michele Fortuna 

       "Letta con attenzione potrebbe essere uno spunto salutare di meditazione"

             Con tanto affetto saluto e benedico te e la tua famiglia: P.Michele O.P.
 
                                            
 
 
   VERSO L’ETERNO

 

       Da nobile fanciulla per man condotto,

       nella vita mi avventuro.

       Lungo,  faticoso è il  cammino,

      di gioie misto e di dolori,

      che a sol pensarci mi fa paura.

      "Non  temere, mi sussurra la fanciulla,

      qui ci son io che t'accompagno".

      Dalla meta, all'ultimo passo

      Si ferma  e, dolce in viso, a me  si rivolge: 

      "Del cammino al fin siam giunti.

      Compiuto è il dover  mio.

      Ecco là  una casa che t’aspetta .

      Una Signora a me sorella t'aprirà".

      Di luce un mare  m’abbaglia,

      e chiara una voce  m’invita:

      "Vieni avanti e sta sereno.

      La Fede son io e di te mi prendo cura.

      Nel buio luminoso  io sarò tuo sostegno,

      e di  veder l'Eterno ti faccio degno".

      Pur abbagliato, sicuro mi sento.

      D'un tratto un gran velo

      dinnanzi a me si squarciò.

      Tutto  allor  mi apparve chiaro.

       La Fede all’istante si dileguò,

       e, della dimora eterna, la Carità

        per me la porta spalancò.                                                                                             P.Michele O.P.
Dal lontano 1988 anno in cui l'ex parroco lasciò la Parrocchia dei SS Apostoli Filippo e Giacomo in occasione della festività di tutti i Santi 1 novembre 2015 ha fatto visita alla Chiesa Parrocchiale don Gesualdo Noto. Dopo essersi soffermato con i fedeli alla fine della SS Messa ha portato la Comunione ai malati nella comunità. Si è potuto verificare che la Chiesa si ritrova nelle stesse condizioni in cui è stata lasciata nel 1988.
A seguito di richiesta di urgente sopralluogo da parte del commissario della congrega all'amministrazione comunale per verificare la sicurezza strutturale della chiesa della Confraternita, scrivevo questa nota al commissario. Da fare presente che il comune non ha provveduto ad emettere alcuna ordinanza di inagibilità. per tutta risposta il 15 maggio 2015 il vescovo sopprimeva la congrega affidando tutto al parroco, il quale immediatamente chiudeva la Chiesa portandosi la statua della Madonna delle Grazie nella Chiesa parrocchiale. A seguire il Decreto
Santa Ruba dopo la nevicata di Febbraio 2015(Foto Farfaglia)
Vista di Santa Ruba dall'alto
Foto di Santa Ruba prima dell'intervento esterno.

Nei registri della Parrocchia Dei SS Apostoli Filippo e Giacomo è riportato.
Oggi 20 marzo 1977 ci siamo recati a piedi, con una grande partecipazione di popolo della parrocchia e degli altri paesi del comune di San Gregorio d'Ippona e dei paesi viciniori ed abbiamo aperto al pubblico la vetusta chiesa della Sanità comunenemente denominata Santa Ruba con la celebrazione della Santa Messa e nel pomeriggio con la visita del nostro Vescovo Mons. Vincenzo De Chiara, il quale ha avuto parole di elogio e di stimolo per il parroco affinchè quel luogo ritornasse a fiorire ed essere centro di spiritualità, ridonando il titolo di Santuario Madonna della Salute. Per l'occasione abbiamo atteso i Missionari dinanzi la vetusta Chiesa e poi in processione siamo rientrati in Parrocchia dove abbiamo dato inizio alla solenne apertura della Santa Missione Parrocchiale. Il restauro o meglio il ripristino dei ruderi della Chiesa è stato realizzato per l'intervento della sovraintendenza alle opere di antichità da Reggio Calabria Sopraintendente Foti da Reggio e da Cosenza sopraintendente Ceccarelli che con grande amore portarono a compimento l'opera essendo parroco cui dipende la Chiesa Sac. Gesualdo Noto.
Zammarò 30 marzo 1977

Dopo il restauro della Chiesa di Santa Ruba in occasione dell'apertura al culto con una processione che ha interessato le vie del paese la statua della Madonna è stata portata su un carro di buoi presso la Chiesa della Sanità a circa due km da Zammarò.
La processione si è poi conclusa con la celebrazione della Santa Messa e la partecipazione di Mons. Blefari della diocesi di Oppido che ha tenuto l'omelia.
La ripresa delle funzioni religiose avvenne anche con la celebrazione di Battesimi e matrimoni, se ne ricorda il primo battesimo in data 13 agosto 1977 ad una bambina che fu dato anche il nome di Myriam.

A margine della preghiera si evince che la festa della madonna della sanità nei primi successivi all'apertura al culto della chiesa la festa della madonna era la terza domenica di Agosto e solo successivamente spostata la seconda domenica di settembre.

retro delle due cartoline rappresentative la processione dell'11 settembre 1977
Manifesto formato A4 che annunciava la festa nell'anno 1978
Vedute dall'alto di Santa Ruba.
 
Fonte: Il Domani della Calabria 
Data: 10/05/2006
Autore: Redazione
Il Domani della Calabria
Vibo Valentia, Santa Ruba, tra arte, storia e poesia
Provincia: Vibo Valentia
Comune: Vibo Valentia
Argomento: Cultura 
Vibo Valentia, Santa Ruba, tra arte, storia e poesia 

E' stato presentato nei giorni scorsi, presso la sala convegni della Chiesa di Santa Ruba, il volume curato dalla studiosa Anna Fortuna: "Santa Ruba - Tra passato e presente, arte storia e poesia", realizzato con il contributo dell'Amministrazione provinciale e del comune di San Gregorio d'Ippona. Sono intervenuti il sindaco Pasquale Farfaglia, l'assessore provinciale alla cultura Gregorio Ciccone, il docente Giuseppe Ceravolo, l'archeologo e professore dell'università di Reggio Calabria Francesco Cuteri e il parroco del santuario don Gregorio Grande. Facevano da cornice all'evento una serie di opere pittoriche e scultoree, raffiguranti la suggestiva chiesetta, dell'artista Biagio Cutrì. La realizzazione del lavoro di Anna Fortuna nasce da importanti studi ed approfondimenti storici condotti nell'arco di tre anni, tra archivi di stato, biblioteche e numerose pagine lette con massima attenzione. «Durante gli studi universitari, svolti fuori sede - ha detto l'autrice - ogni volta che facevo ritorno al mio paese era per me una riscoperta. Guardavo i miei luoghi nati con uno spirito ed un interesse nuovi, tant'è che ho preso allora la decisione di approfondire le vicende umane e religiose di San Gregorio d'Ippona». E infatti il volume parte dalla ricostruzione storica del piccolo comune, nei suoi aspetti tradizionali ed economici, per poi incentrarsi sul piccolo santuario di Santa Ruba. La Chiesa, secondo quanto riportato nel libro, pare sia stata edificata, a pianta rettangolare e ad unica navata, all'inizio dell'XI secolo dai frati basiliani. E questa, come sottolineato anche dal sindaco Farfaglia, potrebbe essere la novità delle ricerche dell'autrice, visto che i dati storici fin'ora più accreditati facevano risalire la sua origine al 1610, dunque all'epoca barocca. Nel testo altri dettagli riguardano l'etimologia della parola (che deriverebbe dalla "Sanità in località Rupa"), lo stile architettonico, le varie interpretazioni sulla fondazione e gli interrogativi sullo stile, chiariti appunto dalla curatrice: «Asserirei - si legge - che lo stile barocco è servito solo da sfondo, proponendosi da cornice perfetta ad un quadro già dipintoŠ La Chiesa di Santa Ruba è espressione di uno stile bizantino-basiliano databile XI-XII secolo». Il volume è infine arricchito da diverse immagini fotografiche, leggende e preghiere. «Con quest'opera - ha concluso la giovane scrittrice - mi sono proposta di coinvolgere culturalmente Chiesa, politica e cittadini nel comune obiettivo di conoscere e far sapere». 

 
 
Novena della madonna della Salute

Riportiamo alcuni scritti dalle memorie del professore Achille Solano:

La presenza di una grotta in adiacenza alla chiesa emersa durante i lavori di ristrutturazione nel 1999, veniva fatta oggetto di di studi ed approfondimenti a seguito di individuazione del tutto arbitraria di resti osteologici superstiti in evidente sconnessione anatomica, raccolti e custoditi successivamente in apposita teca.

Ciò che ha fatto riflettere è quello del secondo ambiente della cappella consacrato a cripta funeraria assorbendo decisamente l'idea del sacro nel sacro e la determinata intenzione di una sepoltura non comune.

Il luogo culto è collocabile tra lo scorcio del IX secolo e gli inizi del X secolo, perdurando intatto nelle caratterisitche primarie fino quando, in differente successione temporale, non verrà assorbito e affincato da altri edifici in lavori di acrrescimento architettonico.

L'esame paleopatologico, in via preliminare , fu effettuato su alcuni campioni di resti scheletrici che giacevano in deposizione secondaria trasferiti in una teca a seguito dello smantellamento della cripta avvenuto nel 1999.

L'indagine ha rivelato la presenza di un individuo di sesso maschile, di statura  superiore alla media , deceduto in età senile e sofferente di una grave forma di spondiloartropatia.

Si tratta di un monaco  che aveva vissuto in severa austerità un regime esicastico alternando la vita del monastero a lunghi periodi di privazioni di privazioni ascetiche in "dimore in disparte"

Conclude il Solano:

Non me voglia nessuno se dal mio punto di vista, la sede delle memorie di Leone Luca di Corleone( sec.IX-X) deve essere cercata a Santa Ruba.

 

Santa Ruba dopo la nevicata di febbraio 2015
Resoconto festa Madonna Della Salute anno 1989

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Chiara | Risposta 06.06.2015 13.03

Quando posso visitate santa ruba? Non trovo recapiti della sacrestia ne' orari della santa messa, verrei da fuori per visitarla. Chi mi può aiutare ?
Grazie

gregorio | Risposta 08.12.2014 00.20

qualcuno per favore puo'scrivermi qualcosa di zammaro'? grazie.

gregorio meddis | Risposta 30.03.2013 23.21

.ero un bimbo andavo a piedi da zammaro' a monteleone o vibo.

Riccardo Valentini | Risposta 25.02.2013 20.30

Ho quasi terminato il libro che racconta tutta la storia del nostro territorio. Ho molto da dire sulla chiesa detta di "S. Ruba". Che spero interessi tutti.

Lins 28.04.2014 22.13

Mi interesserebbe,dove potrei trovarlo?

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Commenti più recenti

11.06 | 13:23

sto cercando una bella foto della statua della Madonna della Sanità. Mi potete aiutare?

...
01.01 | 22:18

Complimenti non ci sn parole , ne avevo sempre sentito parlare mai visto foto del terremoto..... Scampata mia nonna al disastro aveva 3 anni Grazie Ingegnere

...
12.12 | 09:58

qualcuno si riccorda della terra di Granata con Lucrezia e Felice Colloca ? DI SAN GREGORIO D IPPONA ?

...
03.07 | 12:59

Al centro, in abiti civili, sembra Fortunato Santacaterina. I primi "fratelli": Giuseppe Galati e Michele Lo Preiato che porta il Crocefisso.

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